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Ferdinando Toscano

Carissimo Pasquale,

ti invio queste righe forse non troppo lineari, ma tutte scritte con il cuore, per esprimere un saggio di quello che ho dentro di me, in questo momento.

Tornare nella propria terra, dalla propria famiglia, tornare a casa. Proseguire l'estate con gli amici del cuore. Tornare per un po' alla vita di sempre.

Per me che sono uno studente fuori sede, dopo un altro anno vissuto in Abruzzo, la liberazione temporanea da esami ed impegni, verso lidi più sicuri, le mie certezze.
Ma quest'anno un'eccezione.

Ricordo ancora quel venerdì mattina quando quasi per gioco andai a provare quel test in università per accedere ad un'esperienza di cui non sapevo ancora nulla. E pensare che quasi non ci volevo andare!

Quando, in quella sede, Pasquale Casale ci introdusse il campo, capii però di aver fatto bene a provarci, sebbene fossi sicuro di non vedere mai il mio nome tra quelli selezionati.
Ma fu così che per fortuna, per il mio buon lavoro o entrambi (proprio di questo avevo parlato nel mio elaborato!), dopo alcuni giorni mi ritrovai a Gagliano Aterno, un meraviglioso borgo medioevale, ai più sconosciuto, dell'entroterra della regione che in questi anni mi sta adottando.

Meno di duecento anime. Un solo bar. Un bel panorama, case caratteristiche e qualche scritta sui muri a ricordare i tempi fascisti. Cosa sarebbe mai potuto essere?
A pensare i miei primi giorni, mi viene tanto da sorridere. All'arrivo, non conoscevo nessuno, neanche uno tra i miei colleghi della d'Annunzio. Tutti volti nuovi per me.
E poi, gli americani. Chissà cosa avrebbero pensato di me, e degli altri italiani.
I sorrisi di Pasquale, dei professori della Wayne e di qualche abitante del luogo venuto ad accoglierci sono stati i primi caldi e umani gesti in quel viavai di persone..
Ma dopo i primi attimi di smarrimento, tanti altri, differenti, ne sono seguiti.

Col passare dei giorni, quei ragazzi all'inizio così insoliti e diversi da me sono diventati sempre più simili a me, ed io simile a loro.
Italiani e americani, insieme, ogni giorno del nostro mese a Gagliano, a dividerci gli spazi, le ore passate insieme, le belle serate, i pasti ed il (poco) sonno.
Sempre insieme e senza mai annoiarci l'uno con l'altro, l'uno dell'altro.
Ed è stato così che da perfetti sconosciuti siamo diventati membri di un'unica famiglia, che ancora oggi a distanza di giorni si tiene viva con la promessa di farlo per sempre.
Tanto che i programmi a breve e lungo termine non mancano. Insieme, per come possiamo e come potremo. E tanto che, salvo ritorni obbligati, quasi nessuno degli amici americani è tornato subito a casa, e molti li abbiamo invitati nelle nostre case, a conoscere le nostre famiglie, le nostre città, i nostri luoghi della vita, ospitati con affetto ed anche con molta malinconia nel momento dell'addio.

Imparare l'inglese con dei corsi ed assegni per il giorno dopo molto impegnativi, eppure sempre divertenti. Avere un rapporto diverso con i docenti, ai quali, senza mancar mai loro di rispetto, davamo del tu anche nelle rare chiacchierate in lingua italiana, quando oltre a parlare di didattica sceglievamo questa lingua per condividere idee, emozioni ed opinioni. Perfezionare il nostro inglese, ottenendo una certificazione importante spendibile per l'ingresso nelle università statunitensi, canadesi ed australiane e nel mondo del lavoro. Vivere insieme momenti di uscita, di svago, di visita alle bellezze della nostra Italia. E soprattutto sperimentare il senso di comunità fraterna, il valore dell'incontro, della reciprocità, della solidarietà. Dividere i nostri spazi vitali, una camera e addirittura il bagno con ragazzi che da perfetti sconosciuti sono diventati fratelli per la vita.

Cos'è stato Gagliano, se non questo?
"Radio Gagliano", la sveglia mattutina data nei vicoletti del paese dalla finestra del mio bagno, con una radiolina piccola ma potente, continua a risuonare nelle nostre orecchie, sintonizzati noi sulle frequenze del nostro cuore. E io voglio gridarlo al mondo, e gli altri con me, e insieme a tutti, in un pianto di gioia.

L'augurio più grande, accompagnato da un ringraziamento sentito e caloroso a Pasquale Casale, al prof. Raffaele de Benedictis e ai suoi colleghi, alle università Wayne State di Detroit, alla Gabriele d'Annunzio e a quella di L'Aquila per la possibilità offertaci, è che altri ragazzi come noi possano vivere questo sogno, e possano vivere, come noi, perfino il dolore di questo distacco che, a distanza di giorni, ancora stride dentro di noi, anche e soprattutto a ricordandoci del tanto bello e del tanto bene vissuto insieme.

Gagliano resta nel cuore di noi tutti come l'esperienza più bella che studio e vita insieme potessero regalarci.

Ferdinando Toscano

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