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Massimo Bucci

Mi piace ricordare l’esperienza del progetto Wayne in Abruzzo 2015 attraverso tre parole: sorpresa, semplicità, e amicizia.

La sorpresa è stata la sensazione che senz’altro ho provato fin dai primi giorni a Gagliano Aterno. Nessuno avrebbe mai immaginato che un minuscolo paesino del nostro Abruzzo, quasi dimenticato dalle carte geografiche, potesse essere luogo di un progetto internazionale altamente formativo come Wayne in Abruzzo.  Due università abruzzesi e un’università americana che non s’incontrano nei grandi centri della nostra regione, quelli più trafficati, quelli più attrattivi della costa specie nella stagione estiva, ma a Gagliano Aterno. La scelta di Gagliano è una scelta che stupisce, che spiazza, che fa dubitare della riuscita di un progetto così ambizioso. Eppure, la scelta di questo borgo si è rivelata l’elemento fondamentale della magia di Wayne in Abruzzo. Gagliano stupisce per i paesaggi, per i ritmi, per la realtà che sembra immortalata da un incantesimo. Un incantesimo il cui ingrediente essenziale è stato la semplicità. Vivere in un piccolo paesino con pochi confort disponibili mi ha fatto riscoprire il piacere del vivere con poco. Un “poco” relativo. Infatti tanti sono stati i momenti indimenticabili che il gusto per un divertimento semplice, verace e autentico ci ha regalati. Le serate trascorse assieme ai ragazzi e alle ragazze americane, i “misunderstanding” a causa dell’inglese italianizzato e dell’italiano americanizzato, le gite a Roma, Napoli e Firenze che ci hanno unito ancora di più e che ci hanno sentire un gruppo unito, una famiglia. Perfino le ore di lezioni sono state edulcorate dalla leggerezza e dalla semplicità; la semplicità di mangiare e bere un bicchiere di vino in compagnia, chiacchierando e condividendo esperienze ed emozioni tra amici. E infine è l’amicizia il legame che per sempre sopravvivrà a distanze lontane e vicine. Un’amicizia vera, vissuta tra persone che con ogni probabilità senza questo progetto non si sarebbero mai incontrate e tra le quali invece sono sorti legami e sentimenti che ognuno di noi custodirà nello scrigno dei ricordi come un tesoro per tutta la vita.

Per questo e per tutto il resto che non è possibile racchiudere nei pensieri di queste poche righe ringrazio con estrema sincerità e gratitudine gli organizzatori del progetto a cominciare dalla pietra d’angolo di Wayne in Abruzzo Pasquale Casale che con dedizione e passione ha fatto sì che questo progetto prendesse piede di si espandesse permettendo a tanti altri ragazzi come me di vivere questa meravigliosa esperienza. Un grazie di cuore a tutti gli altri artefici di Wayne in Abruzzo, i docenti Dean Lynn, Dante e Raffaele de Benedictis, e le professoresse, nonché agli uomini del corpo forestale dello stato che ci hanno accolti con calore e affetto e che ci hanno fatto sentire a casa. Infine un grazie va anche alle istituzioni che hanno reso possibile tutto questo tra le quali l’università degli studi “Gabriele d’Annunzio” e la regione Abruzzo che hanno finanziato e implementato il progetto. Questo progetto dimostra che, quando si crea sinergia tra istituzioni attorno ad un buon progetto, il mondo dell’istruzione e della politica hanno successo e anche in Italia e in Abruzzo è possibile creare realtà di valore e belle. Perché, d’altronde, come diceva Dostoevskji solo “la bellezza salverà il mondo”.

A Pasquale  Casale

Con stima e riconoscimento

Massimo Bucci

Studente di Economia e Commercio

Università degli studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti – Pescara

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